Informazioni su Burkina Faso

Burkina Faso


Il Burkina Faso, “Paese degli uomini onesti”, è situato in Africa Occidentale, nella zona sub-sahariana del Sahel. Conta 15 milioni di abitanti, non ha sbocchi sul mare e può vantare poche risorse naturali e poche industrie. Il disboscamento e la progressiva desertificazione sono causa di terribili siccità che compromettono un’agricoltura già di pura sussistenza. Intorno alla capitale Ouagadougou si è creata una zona di più di 70 km completamente priva di alberi, spogliata dai residenti che usano il legno come pressoché unica risorsa energetica. Il rapido degrado della vegetazione, unita alle precipitazioni torrenziali, e spesso irregolari, contribuiscono all’erosione e alla perdita di fertilità del terreno. Le terre arabili sono solo il 13% dell’intera superficie del Paese. Tutto questo fa del Burkina Faso uno dei Paesi più poveri al mondo, con un’aspettativa di vita ferma a 52 anni e un alto tasso di mortalità infantile. Solo il 37% degli uomini e il 17% delle donne sono alfabetizzati. C’è un medico ogni 30.000 abitanti... Ma il Burkina è anche un Paese affascinante, con 65 gruppi etnici che convivono senza conflitti coltivando culture ricche e diversificate. Le etnie più numerose sono quelle dei Mossi, dei Peul, dei Goumantché, dei Bobo e dei Gourounsi. Le principali religioni sono quella musulmana (50%), quella animista (40%) e quella cristiana (10%).



La capitale Ouagadougou combina modernità e stile di vita tradizionale, dai grandi alberghi, i locali e le sedi di istituzioni internazionali, ai quartieri periferici che tanto assomigliano alla brutta copia dei villaggi. Due grandi manifestazioni internazionali hanno luogo in città, il FESPACO, il festival panafricano del cinema e della televisione, con cadenzia biennale, e il SIAO, la fiera annuale dell'artigianato.


Situazione Politica

Il Burkina Faso è una Repubblica a costituzione democratica. Dalla piena indipendenza ottenuta nel 1960, il panorama politico è stato dominato dalla Organizzazione per la Democrazia Popolare/Movimento del Lavoro. Il periodo successivo all’indipendenza dalla Francia fu caratterizzato da una forte instabilità politica che causò cinque colpi di stato in vent’anni. Il più importante fu quello che nel 1983 portò al potere Thomas Sankara, paladino della lotta contro contro la corruzione, dell’emancipazione femminile, ma soprattutto del miglioramento economico del Paese. Nel 1987 un nuovo golpe pose fine al governo e alla vita di Thomas Sankara. Il Paese visse una difficile transizione verso le riforme democratiche che portarono al riconoscimento ufficiale dei partiti politici e alle elezioni presidenziali. Il 30 ottobre 2014, Blaise Compaoré, uno dei presidenti più longevi d'Africa ha annunciato le sue dimissioni dopo 27 anni al potere. L'annuncio è arrivato dopo che migliaia di burkinabè si sono riversati per le strade per protestare contro il tentativo di cambiare la costituzione, permettendo a Compaoré di restare in carica per il quinto mandato consecutivo. L'attuale situazione politica è ancora in via di stabilizzazione, con il diplomatico Michel Kafando che guiderà il Paese finché non verranno indette nuove elezioni.





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OTTIME NOTIZIE !     Si spera...

Via libera dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema) al primo vaccino al mondo contro la malaria. Una notizia accolta dai festeggiamenti degli scienziati in Africa: il comitato di esperti (Chmp) dell’Ema ha espresso parere positivo per l’uso di Mosquirix* al di fuori dell’Unione europea, nei Paesi in cui la malaria è endemica, per l’immunizzazione dei bimbi da 6 settimane a 17 mesi. E’ efficace contro il parassita che causa la malattia, ma anche contro l’epatite B e d è sicuro Alla base del vaccino ci sono 30 anni di ricerca, illustrati nelle circa 230 mila pagine di dati sottoposte all’Ema.  Leggi intero articolo






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Mario Giro - La miracolosa scopa burkinabè

Quattro anni fa,   gli oltre cinque lustri di regime  di  Blaise  Compaoré venivano “spazzati via” dalla “primavera” scesa nelle piazze delle città del Burkina Faso. Un caso esemplare, non unico in Africa, di capacità della società civile organizzata.

La vicenda senegalese di Y’en a Marre è forse la più articolata tra le organizzazioni della società civile africana attuale. Ma non l’unica. Un’altra success story del civismo africano è quella del Balai Citoyen del Burkina Faso, che ha saputo mobilitare giovani e studenti fino a far cadere il presidente Blaise Compaoré. A differenza dell’effervescenza senegalese, in Burkina tutto sembra calmo, le città, la gente, le strade. In realtà si tratta di un Paese con una lunga tradizione “movimentista”. Il primo colpo di Stato, 1966, è una reazione all’insurrezione popolare dei sindacati contro il regime di Yaméogo accusato di corruzione e nepotismo. I militari si contendono il potere fino a che nel 1983 emerge Thomas Sankara, da allora consacrato dal mito. Per quasi cinque anni Sankara cerca di cambiare il Paese (a cui muta il nome: da Alto Volta in Burkina Faso, “Paese degli uomini integri”) adottando i dettami marxisti e maoisti. Viene ucciso durante un putsch diretto dal suo secondo, Compaoré. Malgrado la durezza della sua politica, Sankara rimane ancora oggi leggendario per la sua austerità di vita, indipendenza e semplicità ideologica, sullo stesso piano di Lumumba, Cabral o Che Guevara. Al contrario, Compaoré è un pragmatico che guida con prudenza il Burkina – Stato saheliano e povero – nelle intemperie del liberismo, della globalizzazione e del terrorismo saheliano. Anche se il Paese si stabilizza e acquisisce un suo status internazionale, a Compaoré non sarà mai perdonata la fine di Sankara, oltre che nepotismo e profitti illeciti. È inseguito anche dall’oscuro caso dell’omicidio del giornalista di opposizione Norbert Zongo, avvenuto nel 1998. A differenza di Sankara, non è mai stato amato, forse rispettato ma alla fine detestato. Nel maggio 2014 il presidente, forte di oltre 25 anni di potere, compie un gesto azzardato che fa da detonatore: cambiare la Costituzione per ottenere un ulteriore mandato. La rottura con le giovani generazioni è immediata: a migliaia scendono in piazza, prima a Bobo-Dioulasso, la seconda città del Paese, poi a Ouagadougou, la capitale, e altrove. Tutti hanno in mano la scopetta africana fatta di rafia: è la nascita del balai citoyen che vuole “spazzar via” la corruzione e il nepotismo. È un crescendo fino ad ottobre, quando un milione di giovani è per strada a Ouagadougou al grido «touche pas à ma Constitution!» (“non toccare la mia Costituzione”). La stessa opposizione politica è presa alla sprovvista e tenta di cavalcare il movimento. La riforma viene ritirata, ma i giovani vogliono ormai la partenza di Compaoré. Il 30 ottobre attaccano e incendiano il Parlamento, gli uffici della tivù, le sedi del partito al potere, le case dei potenti, ecc. Sovrastato dagli eventi, il 31 ottobre il presidente di dimette e abbandona il Paese. Balai Citoyen ha vinto, ma non entra nel governo: si costituisce come watchdog dei nuovi governanti al motto di: “Vigilare, organizzare la lotta, promuovere la coscienza civica”.






QDrum: Reinventare la Ruota

Un oggetto geniale, una tanica di plastica a forma di ruota che può contenere fino a 75 litri di acqua. Si trasporta facilmente trascinandola con una corda. Prodotta dal 1993 in Sud Africa dal suo inventore Pieter Hendrikse, è in grado di cambiare la vita di milioni di persone. Maggiori informazioni : www.qdrum.co.za







Conquistare il Deserto

Antica ed efficace la tecnica agricola dello zaï, che in lingua mossi vuol dire 'fossa'. Consiste nello scavare buche profonde 30 cm e larghe 20, riempirle di sterco di capra misto a cenere e foglie secche, e seminarle. Poi si aspetta la pioggia, che le fosse raccolgono fino all'ultima goccia. Nuovo pioniere di questa conquista del deserto è il burkinabè Yacouba Sawadogo. www.theguardian.com www.thepermaculturepodcast.com




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